“Are we building the world we all want?” (Stiamo costruendo il mondo che tutti noi vogliamo?)

17626320_1648681458494947_8279702699617056298_n.jpg

+

Tutti” chi?

+

Il Bus della Libertà di CitizenGO, che sta girando la Spagna contro l’ideologia Gender per ricordare i più basilari elementi di biologia (gli uomini sono maschi, le donne femmine), è stato ‘accolto’ a Siviglia da gruppi Lgbt che l’hanno preso a sassate.
Qualcuno si ricorderà cosa ripeto da due anni a questa parte?

“PSICOSI SOCIALE AD ALTO TASSO DI CONTAGIO”

 

Quando, solo qualche giorno fa, avevo letto la riflessione dell’ing. Lorenzo Boccanera, il quadro aveva ancora una volta aumentato la sua definizione.

L’Impero è una realtà sfuggente e bisogna essere un po’ apocalittici, un po’ visionari e possibilmente aver già fatto il pieno di anticorpi contro il nichilismo per capire cosa sta succedendo.

Ma si tratta di intuizioni, non di visioni chiarissime.

Poi ci sono i matematici. Sì, i dannati matematici, i logici, gli ingegneri: quelli che hanno a che fare con la forza, la potenza, la bellezza dei numeri. E con la loro precisione, con il loro rigore. Loro, la conseguenza logica, ce l’hanno nel sangue.

Da parte mia ho sempre pensato che in filosofia sono due i metodi di conoscenza. Per brevità, resterò sul vago, senza approfondire: logica e intuizione.

L’intuizione è che la forza dell’Impero sia più grande di quello che sospettiamo. Siamo già ben oltre quella che da due anni a questa parte chiamo “psicosi sociale ad alto tasso di contagio“.

La logica ci dice poi che dall’analisi (logica, appunto) di quello che già si può leggere, non si può che dedurre questo: soffieranno venti di guerra.

Di guerra vera, intendo dire.

Perché?

Perché è tutto scritto. E i fatti avvengono, alla luce del sole, in una ferrea sequenza, il cui esito non può che essere quello dello scontro di civiltà.

E non sto parlando di strimpellare “Imagine” e gessetti colorati.

Sto parlando dello scontro tra chi vuole vivere libero e chi invece vuole che “tutti” siano sudditi dell’Impero.

 

In sintesi: l’Impero ha sviluppato una tecnica di controllo sociale a livello planetario, che si serve di tutto ed in particolare dei social network.

Ci sono molti effetti, studiati in Psicologia della comunicazione, che potrei portare a sostegno di questa mia tesi. Oltre ad un pieno di evidenze da rendere qualsiasi critica poco più che oziosa. Al limite ci tornerò su, anzi lo farò sicuramente, ma adesso andiamo al sodo.

Riprendo l’articolo di Boccanera (andatelo a leggere, ve lo raccomando):

“Are we building the world we all want?”
( Stiamo costruendo il mondo che tutti noi vogliamo? )

e la risposta, una dichiarazione di guerra all’individuo, proclamata dal balcone del progresso di Facebook:

“Progress now requires humanity coming together not just as cities or nations, but also as a global community.”
(Il progresso richiede che ora l’umanità si riunisca insieme non solo come città o nazioni, ma anche come una comunità globale.)

Il progresso… o l’Impero?

 

+

 

17499516_10208665539979288_6435730088717611298_n

+

+

E’ questo il Mondo-nuovo che l’Impero sta progettando: un mondo dove una voce parla per “tutti”, mentre “tutti”, con la vista ormai annebbiata, non si rendono conto che le regole “della Community” sono invece le regole dell’Impero, che l’Impero impone, senza pietà.

Così, la psicosi sociale ad alto tasso di contagio, ha alimentato un Relativismo già ipertrofico e pronto a scoppiare: con il suo esito scontato, ovvero il trionfo dell’ideologia subdolamente imposta, travestita da libertà. Di quale ideologia sto parlando? Di quella del più forte, come sempre: di quella dell’Impero.

 

Perché è chiaro che se siamo convinti che non esiste alcuna verità, di conseguenza non esistono né un bene né un male, né un giusto né uno sbagliato. E tutto si può quindi fare. Tutto tutto? No, ovviamente. Lo dimostrano le sassate contro un autobus in cui è scritto che i bambini hanno il pisello e le bambine la patatina. Si può fare quindi tutto quello che l’Impero decide, non tutto quello che si vuole. Il che è ben diverso, dalla libertà che l’Impero aveva promesso a intere popolazioni ipnotizzate da cinquant’anni di tv spazzatura e scuole che depotenziano sempre più le capacità di analisi logico critica del circostante.

Che cosa vi aspettavate?

E’ la fine dell’in-dividuo, come Boccanera ha logicamente e perfettamente dedotto. Verrà l’ora del dividuo. Di un essere totalmente impoverito, desessualizzato, nomade senza meta. O come più semplicemente dico io, ridotto a “monade-animale” (qui l’ultima riflessione su questo concetto).

E siccome ci sarà sempre qualcuno che non sarà disposto a tacere, o a farsi prendere a sassate, verrà l’ora in cui dalle parole si dovrà passare ai fatti, fino a difendere la libertà con l’isolamento, il carcere, la resistenza fisica, quindi la vita.

Verranno questi tempi, credetemi.

I segni sono chiarissimi.

+

+

Alessandro Benigni

+

+

+

+

+

+

+

 

 

 

 

Annunci